Stadt: Edinburgh, Großbritannien

Frist: 2019-02-01

Beginn: 2019-06-26

Ende: 2019-06-27

URL: https://www.ed.ac.uk/literatures-languages-cultures/delc/italian/sis-2019

CfP in lingua italiana (English follows below)

“Our ways of thinking about space and place are tied up with, both directly and
indirectly, particular social constructions of gender relations.” [Massey, 1994]

Il modo in cui uomini e donne condividono, vivono e si spartiscono lo spazio è plasmato dalla cultura, dal sistema di valori e tradizioni in cui vivono. Tradizionalmente gli uomini sono autorizzato a vivere nel mondo esterno, lo spazio degliaffari e del discorso politico e intellettuale, le donne, invece, appartengono alla dimensione dell’interno, allo spazio protetto della casa, in cui ci si aspetta che vivano separate dal mondo
esterno dedite al loro ruolo domestico. La donna dell’Antica Grecia cresceva e trascorreva la sua vita nel gineceo, la donna romana, per essere considerata virtuosa, doveva essere domiseda e lanificae; I Padri della Chiesa e gli autori medievali promuovono l’ideale femminile domestico;
San Girolamo loda la vergine consacrata Eustochia, Dante, nell’Inferno, celebra Penelope e le donne caste e virtuose del passato. Di vera e propria segregazione domestica a protezione della virtù parlano autori del XIV e XV secolo come Francesco da Barberino, Paolo da Certaldo, Bernardino di Siena, Leon Battista Alberti. Moderata Fonte, protofemminista del XVI secolo ambienta il suo dialogo sul valore femminile nello spazio protetto del giardino, contiguo a quello domestico e chiama la sua opera “domestica conversazione”. All’alba del Seicento Isabella
Andreini entra in un’Accademia letteraria; nel 1678 Elena Lucrezia Cornato è la prima donna italiana a laurearsi; con l’Illuminismo sempre più donne si distinguono nelle arti e nelle scienze, nonostante ciò i ruoli e gli spazi tradizionali restano immutati per la maggior parte della
popolazione femminile. La proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione (1854) e più tardi l’ideale domestico promosso dal Fascismo rinforzano il mito della donna casta e reclusa nello spazio domestico. Un ideale che viene perpetuato dalla cultura Italo-Americana, in cui,
come nota Richard Gambino, gli spazi femminili sono regolati dalla famiglia e da regole pubbliche; le donne sono soggette a norme di condotta pubblica, devozione alla famiglia e moralità volte a proteggerle dal pericolo di diventare una disgraziata.

Ciò nonostante, nel corso dei secoli, amazzoni, guerriere, martiri, mistiche, erudite, cortigiane, donne perdute si sono allontanate dalla nozione patriarcale di domesticità sfidando l’idea di spazio femminile, decostruendolo e rimodellando la propria identità sociale, riappropriandosi e ridefinendo gli spazi di genere.

Questo panel vuole identificare e discutere gli spazi femminili descritti nella letteratura, nell’arte, nel cinema e in altre manifestazioni della cultura italiana. Come, nel corso dei secoli, questi spazi sono stati definiti dal patriarcato e dalle donne? Come e perché le donne li hanno accettati e difesi o rifiutati e fuggiti? Come le donne hanno definito e ridefinito gli spazi considerati “loro”? Come si sono appropriate di quegli spazi o li hanno rifiutati, superandone o confondendone i confini?

Possibili ambiti d’indagine includono ma non si limitano a:

  • Letteratura italiana
  • Letteratura italo-americana
  • Letterature comparate
  • Studi di genere
  • Studi coloniali e post-coloniali
  • Cinema e Media
  • Linguistica
  • Storia della lingua italiana
  • Filologia e storia del libro
  • Storia
  • Storia dell’arte

Vi invitiamo a spedire le vostre proposte che per il panel parte della Society for Italian Studies, Biennial Conference 2019 che si terra’alla University of Edinburgh, dal 26 al 28 Giugno 2019. I saggi possono essere in italiano o in inglese. Le proposte (abstract) non devono superare le 300 parole. Si prega di includere anche un indirizzo email e una breve biografia.

Vi preghiamo di spedire i vostri abstract a:

CfP in English

“Our ways of thinking about space and place are tied up with, both directly and
indirectly, particular social constructions of gender relations.” [Massey, 1994]

The way men and women share, live and split space is subjected to and shaped by culture, beliefs, religion, tradition etc. Traditionally, men were allowed to live in the external space, the place of business and political discourse, women belonged to the interior, to the protected space of the house, where they were expected to live separated from the world attending their domestic duties. In Ancient Greece women used to spend their lives in the gynaeceum, virtuous Roman women were domisedae (‘domestic, she who stays at home’) and lanificae (‘wool-spinner’); Early Church Fathers and medieval authors encouraged the domestic ideal: Saint Jerome praises consecrated virgin Eustochia, Dante, in his Inferno, idealizes the figure of Penelope and virtuous and chaste women of the past. Fourteenth- and fifteenth-century authors, such as Francesco da Barberino, Paolo da Certaldo, Bernardino da Siena, Leon Battista Alberti, strongly recommend women’s enclosure. Protofeminist Moderata Fonte, at the end of the sixteenth century, sets her dialogue on women’s worth in the isolated and protected space of the garden, proximate to the domestic one, and calls her own work a domestica conversazione (‘domestic conversation’). At the beginning of Seventeenth-century Isabella Andreini was admitted to a literary Academy, in 1678 Elena Lucrezia Cornaro is the first woman to graduate, with Enlightenment more and more women distinguished themselves in arts and sciences, nevertheless, traditional roles and spaces remained unchanged. The proclamation of the dogma of Immaculate Conception (1854), and later the domestic ideal promoted by Fascism further reinforced the myth of the chaste and enclosed woman. An ideal perpetuated in the culture of Italians in America, where, as Richard Gambino explains, women space was regulated by family and public rules; women were subjected to proper public conduct, devotion to family, and an abiding sexual morality to prevent to be una disgraziata (a disgrace, a bad woman).

Nevertheless, women have moved far beyond the long-held notion that they have to remained in the home, they often challenged accepted notions of space to deconstruct and reconstruct their identities within the society, also challenged and redefined female spaces. So did amazons, female warriors, martyrs, mystics, erudite women, courtesans, fallen women, migrant women etc.

This panel aims to identify and discuss female spaces, as they appear in Italian literature, art, cinema and in any other expression of Italian culture. How did patriarchy define such space over time? How did women themselves define their own spaces? Did women accept such spaces, or did they refuse them? Did they re-appropriate and redefine “their” spaces? How did women trespass or blur the borders of female spaces?

Possible research areas include but are not limited to:

  • Italian literature
  • Italian-American, Italian- British, Italian-Australian literature, etc.
  • Comparative literature
  • Gender studies
  • Colonial and postcolonial studies
  • Cinema and media studies
  • Linguistics
  • History of Italian language
  • Material philology and history of the book
  • History
  • Art history

We invite you to send a paper proposal for this panel part of the Society for Italian Studies, Biennial Conference 2019 to be held in the University of Edinburgh, 26-28 June 2019. The paper can be in Italian or in English, the abstract should not exceed 300 words. Please include a short biography in the abstract.

Please send your abstract to:

Beitrag von: Cinzia Marongiu

Redaktion: Christoph Behrens