Stadt: Florenz (Italien)

Frist: 2020-04-10

Beginn: 2020-06-04

Ende: 2020-06-05

Amo le mappe perché dicono bugie.
Perché sbarrano il passo a verità aggressive.
Perché con indulgenza e buonumore
sul tavolo mi dispiegano un mondo
che non è di questo mondo.
W. Szymborska, La mappa

«Sono stanco che Il Sole resti in cielo, non vedo l’ora che si sfasci la sintassi del Mondo, che si mescolino le carte del gioco, i fogli dell’in-folio, i frantumi di specchio del disastro». Con queste parole, fatte pronunciare a Macbeth, Italo Calvino conclude l’esperimento combinatorio
della Taverna dei destini incrociati, nel segno di una dialettica tra ordine e disordine, rigore metodologico e casualità, razionale e irrazionale. Rispetto all’infinità delle storie possibili e alla caotica molteplicità dell’esistenza, l’autore accoglie la sfida di ordinare il narrabile attraverso il succedersi e l’intersecarsi reciproco delle figure estratte da un mazzo di tarocchi, svelando il loro potenziale di macchina narrativa generatrice della fabulazione: e se, specialmente nella parte finale della Taverna, il Caso, il represso, la follia intervengono a scompaginare la geometrica disposizione delle carte, il mazzo può sempre essere nuovamente rimescolato, ricominciando la partita.
Accogliendo l’invito a decostruire la mappa del mondo e a ricomporla seguendo un nuovo schema e secondo una diversa prospettiva, noi allievi del terzo anno del Dottorato di Ricerca in Filologia, Letteratura italiana, Linguistica proponiamo un convegno dedicato a un tema che abbraccia gli ambiti di studio che ci rappresentano e che ci sembra offra numerosi spunti per un dialogo fruttifero tra giovani
studiosi: la mappa, opportunamente coniugata all’ambito testuale.

Si accetteranno proposte originali, individuabili tra i seguenti possibili ambiti:

1) La mappa nel testo. L’immagine della mappa, del sentiero, del labirinto, del confine ha sedotto non solo i viaggiatori, che spesso li utilizzano come bussola per orientare la scrittura nella ricostruzione dei loro viaggi, ma anche poeti e romanzieri. Senza considerare
quei classici che fanno parte ormai di un comune orizzonte culturale (si pensi alla Commedia di Dante, a L’isola del tesoro di Stevenson o ai gialli perfetti di Agatha Christie), basti citare tra gli esempi più vicini a noi Giuseppe Ungaretti, che nei Fiumi utilizza delle coordinate
spaziali per descrivere il proprio vissuto e recuperare così la propria identità, e Italo Calvino, che nel racconto Il Conte di Montecristo in Ti con zero, opponendo due modalità di mappare la prigione del Castello d’If dove sono rinchiusi Edmond Dantès e l’abate Faria, può sostenere che il labirinto del reale è dominabile solo mediante la ragione, a discapito dell’esperienza.
Considerato dunque il potenziale della mappa nell’organizzare e ordinare la materia narrativa e nell’indirizzarla verso un particolare scopo, si prenderanno in considerazione proposte che presentino in maniera originale autori e testi, singolarmente o in confronto
tra loro, che hanno utilizzato mappe e immagini a esse collegate per gestire l’intreccio narrativo e veicolare una specifica idea di sé e/o del mondo.

2) La mappa per il testo. In questa sezione si prenderanno in considerazione contributi che propongano itinerari geoletterari relativi al vissuto degli autori, alle relazioni interpersonali, ai luoghi della e nella scrittura; mappe di localizzazione degli altrove e degli
oltre, dei non-luoghi, delle eterotopie; quadranti costruiti su coordinate (est/ovest, nord/sud, dentro/fuori, centro/periferia, città/campagna, naturale/artificiale, terrestre/extraterreste etc.) che consentano di collocare il testo nello spazio come di
studiare l’impatto dello spazio sul testo.

3) La mappa del testo. Un aspetto non secondario nella comprensione di un testo è lo studio della sua genesi, evoluzione e trasmissione: mappando le varie fasi di elaborazione, sia tramite testimoni primari, ad esempio carte autografe dell’elaborato, sia tramite testimoni
secondari, come scambi epistolari, postille o indici dell’opera, lo studioso può verificare lo sviluppo non solo del testo stesso, ma anche le motivazioni che hanno indotto l’autore a ripensare il proprio lavoro. Si pensi a Le ultime lettere di Jacopo Ortis, che mutano in base alle
speranze politiche del Foscolo; oppure ai tentativi di Leopardi di dotare il suo Zibaldone di un indice per darne un’ideale chiave di lettura. Si prenderanno in considerazione contributi che analizzino in prospettiva diacronica l’evoluzione del testo per disvelare il metodo di
lavoro dell’autore e aiutino nell’interpretazione testuale.

4) La mappa dal testo. Si prenderanno in considerazione studi che indaghino particolari strutture ed elementi retorico-linguistici di un singolo testo o di corpora (come per esempio: paratesti, note, citazioni, illustrazioni; singoli sintagmi, parole-chiave) che, al di là del
contenuto evidente dell’opera e al di fuori di scritture di genere memoriale o diaristico, possano essere letti come segnali allusivi e richiami a dichiarazioni ideologiche e/o poetiche, indizi o sistemi di auto-presentazione, auto-definizione e auto-commento, funzionalmente
nascosti e dissimulati nel testo.

5) La mappa sul testo. Si selezioneranno contributi che, spaziando dall’ambito degli studi metrici a quello dell’analisi stilistica, pongano l’accento sui meccanismi formali dell’opera letteraria, sugli schemi e le strutture ad esso sottesi, assumendoli come chiave di
interpretazione teorico-critica, in un’inscindibile correlazione tra piano dei significanti e piano dei significati.

La call è rivolta a dottorandi in corso e a dottori di ricerca da non più di un anno (dunque i cicli XXXII, XXXIII, XXXIV, XXXV). Le spese di partecipazione sono a carico dei convegnisti.

Tutti gli interessati sono invitati a proporre entro il giorno 10/04/2020 al seguente indirizzo convegnofilletlin@gmail.com un abstract in forma anonima. Nello specifico, alla mail andranno allegati due file in formato pdf: uno, rinominato PROPOSTA, contenente la proposta di max 3000 battute spazi inclusi corredata da un titolo (escluso dal conteggio delle battute); un altro, rinominato PROFILO, contenente le informazioni personali quali NOME, COGNOME, DATA DI NASCITA, UNIVERSITÀ DI APPARTENENZA, CORSO DI DOTTORATO, INDIRIZZO MAIL, BREVE CV CON EVENTUALI PUBBLICAZIONI, GIORNO PREFERITO TRA 4 e 5 GIUGNO O SCELTA INDIFFERENTE, in più il TITOLO DELLA PROPOSTA.
Le relazioni avranno una durata di 20 minuti ciascuna.
L’accettazione o meno delle singole proposte sarà comunicata entro il 30/04/2020.

Per qualunque dubbio non esitate a contattarci all’indirizzo convegnofilletlin@gmail.com o tramite la pagina Facebook UniFi – Dottorato in Filologia, Letteratura italiana, Linguistica.

Il comitato scientifico
Prof.ssa Concetta Bianca
Prof.ssa Paola Manni
Prof.ssa Teresa Spignoli
Prof. Marco Villoresi
Il comitato organizzativo
Laura Bardelli
Elisa Caporiccio
Ugo Conti
Antonio D’Ambrosio
Carlo Facchin
Martina Romanelli

Beitrag von: Cora Rok

Redaktion: Christoph Behrens